STORIA DELL’ASSOCIAZIONE ARTIGIANI IX (E.Mattinzoli)

L’on. Giovanni Goria e Bruno Tabacci oratori d’eccezione  all’incontro organizzato dall’Associazione Artigiani sul tema «La sfida Europea e la modernizzazione del Paese»

 

GLI ANNI OTTANTA

Agli inizi degli anni ottanta le Imprese Artigiane in Italia erano 1,7milioni con 2,8 milioni di addetti cioè il 42% del totale delle Imprese italiane; è in questo periodo che si rafforza il travaso di lavoratori dall’industria all’artigianato, verso quel terziario avanzato che in particolare nel settore manifatturiero diviene poco a poco complementare al sistema industriale. E’ sempre in questi anni che si intensificano nel nostro Paese i processi di razionalizzazione produttiva, dove la grande industria consolida il processo di riduzione dei costi analogamente ad un sistematico incremento della produttività oltre al potenziamento delle reti di vendita, della pubblicità, nonché a nuove politiche dei prezzi.

La Presidenza di Mario Albini sarà caratterizzata da forti tensioni all’interno della Giunta Esecutiva dell’Associazione tra il Presidente e il resto dei componenti ivi compreso il Direttore Lino Poisa. Questa contrapposizione tra gli Amministratori emerge chiaramente dalla lettura dei verbali dell’epoca, con continue votazioni anche su argomenti spesso poco significativi che vedono costantemente messo in minoranza il Presidente, vuoi per l’opposizione di quest’ultimo ai continui e spesso ingiustificati contributi dati alla Scuola Bottega, vuoi per le modalità di conduzione dell’Organizzazione, troppo, secondo Mario Albini, condizionata dalla ferma volontà della Direzione.

Nell’Aprile del 1987 verrà modificato lo Statuto definendo all’art.21 la figura del Direttore il quale «ha il compito della direzione e della gestione degli uffici dell’Associazione e ne assume la diretta responsabilità. Partecipa alle riunioni di Giunta Esecutiva con diritto di voto». 

Il calo costante dei tesserati dal 1980 al 1989 di circa il 35%, la sistematica esclusione dagli organi di governo camerale, nonché dalle principali Commissioni, nei quali vi era la ininterrotta presenza dei rappresentanti dell’Unione Artigiani vicina alla corrente D.C. dell’area del Ministro Giovanni Prandini, vedrà un approfondito dibattito all’interno della Giunta di Via Malta circa la possibilità di stringere accordi con la politica. Dopo lunghe riflessioni la scelta sarà quella che già in passato era stata tracciata dalle Presidenze di Marco Zanoletti e Paolo Baldo, cioè quella di appoggiare i singoli rappresentanti politici restando autonomi dall’influenza dei partiti.

Vista la «latitanza endemica dei dirigenti della C.L.A.A.I.», come definita da Lino Poisa, nonché la sua ininfluente azione in ambito Nazionale, il tema della Rappresentanza sarà oggetto di un incontro nel Luglio del 1987 a Milano dove verrà costituito, con il coordinamento del Segretario Generale Gabriele Lanfredini, un Comitato Unitario composto dalle Associazioni di Brescia, Crema, Piacenza e Napoli al fine di rilanciare l’attività delle Libere, anche prendendo in considerazione il prelievo INPS attraverso le quote associative.

Un ulteriore tentativo di rilancio dell’attività Confederale verrà fatto nell’ottobre del 1989 attraverso la costituzione dell’Interregionale C.L.A.A.I partecipato delle Associazioni Lombarde aderenti alla Confederazione e versando come Associazione di Brescia la somma di 50MLN di Lire per la sua costituzione. Presidente del neonato Organismo sarà Luigi Tajè Presidente dell’Associazione di Crema, Vice Presidente G. Luigi Bordoli e Segretario Generale Lino Poisa.

Gli sforzi per la rinascita, nonostante un ambizioso piano programmatico di sviluppo, resteranno purtroppo solo nelle intenzioni del coordinamento.

Negli anni ottanta verranno realizzati investimenti in alcune realtà locali d’interesse, spesso strategico, per l’Associazione: in Assoconfidi la Cooperativa Fidi dell’Associazione Industriali, nella Società di Intervento della Comunità Montana della Valle Camonica, nella S.E.C.A.S. oltre all’aumento delle quote di partecipazione già detenute in Teletutto, Globo Pubblicità e IN-TV. Tutti i citati provvedimenti di Giunta verranno deliberati a maggioranza con il solo parere contrario di Mario Albini.

Nel Novembre del 1987 Lino Poisa verrà ricoverato e operato d’urgenza. Nonostante l’operazione dopo qualche settimana sarà ancora al suo posto con la stessa determinazione di sempre.

In tema di Fiere l’Associazione Artigiani, sin dal loro esordio nel territorio bresciano, ha sempre favorito lo sviluppo, sostenendone con convinzione l’organizzazione a fianco dell’Ente Camerale, in particolare di quelle più rappresentative: da EXA sin dal 1980 nel settore armiero, BRESCIACASA dal 1981 attiva nell’esposizione delle produzioni artigianali del settore legno e arredamento, sino ad AGRIMAT dal 1983 nel settore delle macchine e attrezzature agricole.

Vale la pena di ricordare come il mensile dell’Associazione del 1987 in occasione della 6° edizione di BRESCIACASA per conto dei trenta espositori associati esortasse il mondo produttivo bresciano affinché «la ristrutturazione del Palazzetto E.I.B. non resti un’eterna promessa ma diventi realtà, evidenziando che l’unica cosa necessaria è l’ammodernamento e la qualificazione delle strutture, in quanto l’ubicazione dell’Ente Fiera appare più che adeguato».

La seconda metà degli anni ottanta vedrà un’intensa fase di progettazione e rinnovamento della città della quale il Sindaco Pietro Padula sarà artefice principale. Verranno avviate le progettazioni del Palagiustizia, del Termovalorizzatore, del Palafiera, dell’Ortomercato, l’apertura della tratta tra Via Oberdan e la Stocchetta della Tangenziale Ovest, la progettazione dell’asse zona Fornaci oltre alla riqualificazione del Depuratore di Verziano. E ancora, lo studio per il recupero delle aree industriali dismesse del Comparto Milano nonché il Piano Urbanistico complessivo di Brescia Due di cui il Crystal Palace diverrà il simbolo principale.  Saranno gli anni di un intenso dibattito e ricerca di soluzioni strutturali anche in campi non tradizionali supportati da studi di fattibilità circa il riordino della mobilità intorno al tema della Metropolitana Leggera Automatica che, seppur accompagnata da animate polemiche, verrà inaugurata nel 2013.

Nel Marzo del 1987 alla presenza di oltre 300 alunni, numerosi docenti e operatori del settore verrà organizzata in Via Malta dal Presidente Battista Mostarda una grande manifestazione dell’Ente Scuola Professionale Acconciatori Maschili Bresciani E.S.P.A.M.B. e nel Giugno dello stesso anno sarà la volta del 24° Campionato di Acconciatura Maschile predisposto questa volta dalle due scuole aderenti all’Associazione: il Gruppo Leonessa Acconciatori Bresciani G.A.L.A.B. e dall’ E.S.P.A.M.B. Entrambi gli eventi saranno all’insegna della lunga tradizione degli acconciatori bresciani dell’Associazione che sin dai primi anni cinquanta operano con impegno e professionalità nel tessuto artigianale bresciano.

Sempre nello stesso periodo la Scuola Professionale Pasticceri Artigiani S.P.P.A. affiliata all’Associazione sarà promotrice del 1° Corso di Aggiornamento per Pasticceria a Brescia al quale parteciperanno 60 artigiani alcuni dei quali Iginio Massari, Gian Franco Tacconi e Albino Garzoni “faranno la storia” della pasticceria bresciana. A tutti gli incontri, quello degli Acconciatori e quello dei Pasticceri sarà presente l’on. Gianni Savoldi.

Gli stessi promotori della S.P.P.A. saranno nel Febbraio del 1988 i fondatori del Consorzio Pasticceri Artigiani il cui primo Presidente sarà Enrico Garavello e tra i Sindaci Paolo Gerardini.

Dopo una ferma presa di posizione, una delle poche condotta unitariamente a livello nazionale, che aveva visto le quattro sigle dell’Artigianato Italiano: Confartigianato, C.N.A., C.L.A.A.I. e C.A.S.A. intervenire contro la così detta “Tassa sulla Salute” per le Prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale istituita nel 1986, la Corte Costituzionale due anni dopo, pur dichiarando illegittimo il provvedimento, ne avvallerà, di fatto, il contributo minimo, legittimando una palese violazione delle Norme Costituzionali e facendo rimpiangere le Casse Mutue Artigiane amministrate autonomamente e con consistenti avanzi di gestione dalla Categoria.

Dal gennaio 1988 le pensioni dei lavoratori autonomi verranno parificate a quelle dei lavoratori dipendenti, anche in considerazione dell’andamento previdenziale della Gestione Speciale Artigiani che sin dalla fine degli anni ottanta segnavano avanzi di esercizio eccezionali, contrariamente a quanto avveniva nella maggioranza delle altre gestioni INPS.

Gli anni ottanta vedranno il forte sviluppo del Leasing e del Factoring anche attraverso i contributi di Artigiancassa e le convenzioni con Italease delle Banche Popolari, Leasindustria della Cariplo, Locafit della Banca Nazionale del Lavoro e Mira Finanziaria stipulate dalla Cooperativa di Garanzia del Credito allora presieduta da Gian Luigi Bordoli con la direzione di Paolo Gerardini.

Dopo anni d’intensa collaborazione, il 1988 segnerà la rottura degli accordi con la F.A.I. alla quale l’Associazione aveva da anni messo a disposizione un ufficio presso la Sede Centrale e presso i recapiti della provincia. Contestualmente gli Autotrasportatori di Via Malta abbandoneranno a livello Nazionale la F.A.I. per aderire alla Confederazione Generale Italiana Traffico e Trasporti C.O.N.F.E.T.R.A.

Nell’Aprile del 1988 in occasione della Festa di S. Giuseppe alla presenza del Ministro Giovanni Prandini l’on. Andrea Bonetti avanzerà all’Associazione Artigiani la proposta di fusione e la successiva adesione a Confartigianato.

Alla proposta seguiranno due incontri tra le rispettive delegazioni di U.P.A. e A.A. alle quali parteciperanno per l’Associazione il Vice Presidente Gian Luigi Bordoli, Rolando Livella, Giuseppe  Conforti e Lino Poisa. I colloqui accompagnati da poca convinzione e tanta diffidenza da entrambe le parti non daranno seguito ad alcun accordo.

Intorno alla seconda metà degli anni ottanta s’inizia ad affrontare il tema dell’acquisto della Sede con le prime ipotesi d’intervento in Via Sostegno e in Via Tartaglia, individuando il tetto massimo di spesa in 1,5MLD di Lire e una superficie di circa mille mq. Dopo due anni dalle prime ipotesi, ritorneranno sul tavolo della Giunta dell’Associazione nuove proposte di acquisto d’immobili ancora da realizzare in Via S. Zeno e Via Orzinuovi e il complesso Flaminia dell’impresa Galeazzi. Le accentuate tensioni all’interno della Giunta impediranno, di fatto, la convergenza di indirizzi sull’individuazione della sede.

Nel 1989 dopo quarant’anni di ininterrotta presidenza Ugo Vaglia lascerà la guida dell’Unione Artigiani ad Andrea Bonetti, Parlamentare della Democrazia Cristiana e figlio di Miro, storico Segretario dell’Organizzazione di Via Milano.

Sempre nello stesso anno a seguito delle sue dimissioni, e dopo venti anni di intensa attività cesserà la direzione di Lino Poisa che resterà in Associazione nella veste di Consulente Istituzionale partecipando alle riunioni di Giunta e affiancando il nuovo direttore, Edoardo Gavazzi, funzionario Regionale in aspettativa e collaboratore in Via Malta sin dal 1987.  Paolo Gerardini passerà dal ruolo di segretario della Cooperativa Fidi alla Vice Direzione dell’Associazione.

L’ultimo Bilancio dell’«era Poisa» chiuderà con un Patrimonio netto di oltre 4,6MLD di Lire.

Il n°3 dell’Artigiano Bresciano del Giugno 1989, firmato dal nuovo responsabile della testata nonché Direttore dell’Associazione Edoardo Gavazzi, vedrà per la prima volta (non era mai accaduto prima) una precisa indicazione di voto, peraltro, sollecitata dallo stesso Direttore.

Scriverà, infatti, Gavazzi a proposito del Candidato al Parlamento Europeo Giovanni Ruffini, ritratto a centro pagina, elogiando la sua attività di ex Assessore Regionale all’Artigianato «Giovanni Ruffini uomo veramente deciso e di idee chiare, concreto, di grande competenza ed esperienza, ha rilanciato l’artigianato lombardo e lasciato un segno positivo al suo Assessorato. Al caro amico Ruffini che si candida con il n° 18 nelle liste dell D.C. un sincero augurio per la sua elezione al Parlamento Europeo».  Ruffini verrà eletto, anche se la sua carica durerà poco più di un anno, morirà, infatti, nel settembre dell’anno successivo.

Il 1989 si chiude con due Convegni organizzati dal Delegato del Basso Garda Enrico Mattinzoli «con lo scopo di fornire grazie all’ausilio di esperti, elementi utili all’interpretazione delle varie Normative che interessano il mondo dell’Artigianato». La stampa dedicherà ampio spazio a entrambi gli incontri tenuti presso la Sala Conferenze della Cassa Rurale di Padenghe sul Garda. Scriverà in particolare Il  Giornale di Brescia «l’incontro ha visto presente un folto pubblico, erano presenti oltre 250 artigiani e professionisti, la sala era stipata tale da non consentire la partecipazione a chi era sprovvisto di invito».

Al primo incontro svoltosi in Ottobre sul tema delle: Novità Fiscali e l’ICIAP sarà relatore Raffaele Rizzardi noto Fiscalista e Giornalista del Sole 24Ore, a quello successivo di Novembre sul tema «La sfida Europea e la modernizzazione del Paese» saranno due gli oratori d’eccezione: l’on. Giovanni Goria Presidente del Consiglio e più volte Ministro  e Bruno Tabacci sino a pochi mesi prima Presidente della Regione Lombardia. I due ospiti prefigurando l’imminente entrata nel Mercato Comune Europeo avvertiranno con preoccupazione circa « i ritardi da parte del nostro Paese di adattarsi  in soli cinque anni ad una realtà di oltre 320MLN di consumatori sui quali dovranno misurarsi dodici Paesi adeguandosi alle 300 disposizioni comunitarie».