STORIA DELL’ASSOCIAZIONE ARTIGIANI X (E.Mattinzoli)

Alla fine del secolo assistiamo ad andamenti alternati dell’economia bresciana, di crisi recessiva nel periodo dal 1984 sino al 1986, seguita da una fase di decisa espansione che durerà sino al 1990 per poi ritornare ad un periodo di crisi sino al 1994.

Brescia e la sua provincia nell’ultimo ventennio del Novecento subiranno il peso di profonde crisi, in particolare di alcune delle Fabbriche storiche del territorio bresciano come Berardi, Innse, Marzoli, Bernardelli, la chiusura dell’impianto produttivo cittadino della Würer, il ridimensionamento del Gruppo Lucchini, e ancora del comparto tessile della Valle Sabbia nonché una lenta e inesorabile deindustrializzazione della Valle Camonica.

Nel Maggio del 1990 il Socialista Costanzo Valli verrà eletto Presidente della Provincia succedendo al compagno di partito Vittorio Marniga, Sindaco della Città il Democristiano Pietro Padula e nell’anno successivo Alessandro Azzi assumerà l’incarico di Presidente di Federcasse carica che conserverà ininterrottamente sino al completamento della riforma del Credito Cooperativo nel 2016.

Dalla fine del 1989 sancita da l’Intervista al Presidente Mario Albini pubblicata sull’Artigiano Bresciano nella quale dichiarerà «è venuto il tempo del rinnovamento »assistiamo all’inasprirsi dei già difficili rapporti tra i vertici associativi, in uno scontro frontale tra Mario Albini e G.Mario Venturelli da una parte  e il resto della Giunta.

Sarà con la conviviale del ristorante Due Pozzi di Flero, presenti la Giunta, i Delegati di Zona, il nuovo Direttore Edoardo Gavazzi oltre a Lino Poisa in veste di Consulente Istituzionale, che il “progetto di rinnovamento” di Mario Albini comincerà a prendere corpo. Inizierà così dopo venti anni di assenza degli di Organi di Governo associativo , per iniziativa del Presidente e con la ferma opposizione della maggioranza della Giunta,  il rinnovo dei Delegati.

La netta resistenza al rinnovo delle Cariche Sociali come disposto dallo Statuto, messa in atto da tempo dal Presidente, determineranno nel Dicembre del 1990 a firma dei Membri di Giunta Giuseppe Nava, G.Luigi Bordoli, Rolando Livella, Mario Ussoli e Ivo Fabbri la richiesta di dimissioni del Presidente Mario Albini e del membro di Giunta G.Mario Venturelli.

Successivamente in una Giunta appositamente convocata in assenza del Presidente e di G.Mario Venturelli con il voto di Mario Ussoli, Ivo Fabbri, Giuseppe Nava, G.Luigi Bordoli, Rolando Livella e Giuseppe Conforti e l’astensione di Mario Mantelli, verrà deliberata la« richiesta di dimissioni o in mancanza di queste il licenziamento » del Direttore Edoardo Gavazzi.

Il 24 Settembre del 1991 nell’estremo tentativo di invalidare le elezioni dei Delegati, si riuniranno i sei membri di Giunta che in precedenza avevano sfiduciato  Presidente e  Direttore, contestando la legittimità delle votazioni.

Il verbale della riunione, conterrà un durissimo attacco al Presidente Mario Albini nonché al Direttore Edoardo Gavazzi, colpevoli secondo G.Luigi Bordoli di aver indetto « elezioni burletta che vogliono decapitare tutto il gruppo dirigente dell’Associazione » aggiungendo  che «non è assolutamente vero che gli attuali Dirigenti della Giunta non vogliono le elezioni, ma le vogliono libere e corrette, non fatte come se si fosse in qualche sospetta sezione elettorale»

Nello specifico, verranno contestate, «gravissime violazioni statutarie che sono state compiute e si stanno compiendo» relativamente alla definizione delle Categorie e dei Mandamenti.

Nonostante i deliberati di Giunta, l’azione intrapresa dal Presidente Mario Albini e dal Direttore Edoardo Gavazzi, proseguirà con la costituzione degli Organi previsti dallo Statuto; verranno quindi eletti n°114 Delegati Comunali, n°39 Presidenti di  Mandamento e n°25 Presidenti di Categoria che designeranno il Consiglio Provinciale che a sua volta eleggerà la nuova Giunta Esecutiva, che sarà ufficialmente insediata il  5 Novembre del 1991.

Si chiude così, in un clima di durissimi contrasti, che dalla elezione di Mario Albini nel 1980 si era contraddistinta da continue polemiche all’interno della Giunta, sapientemente governate da Lino Poisa, ma che dopo la sua uscita di scena erano riaffiorate in tutta la loro animosità.

Il nuovo vertice associativo vedrà la riconferma di Mario Albini alla Presidenza ed Edoardo Gavazzi alla Direzione. Saranno inoltre eletti: Lino Lumini di Travagliato come Vice Presidente oltre a Norberto Ghisi di Lumezzane, Silvano Gozio di Gussago, Giuseppe Losio di Leno, Enrico Mattinzoli di Padenghe sul Garda, Egidio Ramazzini di Nave, Dario Veneziani di Nuvolera e Alberto Vidali di Brescia.

A fianco della Giunta verrà poi costituita la Consulta Giovani Artigiani alla cui Presidenza sarà eletto Eugenio Massetti.

La nuova Giunta, sin dal suo insediamento sarà caratterizzata dal grande entusiasmo dei suoi componenti che si adopereranno senza risparmio di energie con l’intento di riorganizzare l’Associazione. Tra i primi atti dei nuovi vertici vi sarà quello di informare, aggiornandolo e al tempo stesso rassicurandolo attraverso una lettera, circa il rinnovo delle cariche, l’ex Presidente Paolo Baldo, al tempo nominato Presidente Onorario a Vita,  preoccupato per gli ultimi accadimenti in seno all’Associazione.

Il lavoro all’interno della Giunta verrà delegato a Lino Lumini e Norberto Ghisi per i Rapporti Esterni, con la Stampa i Partiti Politici e le Categorie; a Silvano Gozio e Enrico Mattinzoli per il Bilancio, gli Investimenti Finanziari, i Rapporti con le Banche e Fornitori; a Giuseppe Losio e Dario Veneziani per il Tesseramento,Consulenti,Personale e Formazione, infine Egidio Ramazzini e Alberto Vidali Ecologia,Rapporti con Enti Locali, Inps e Inail, Statuto e Regolamento.

Da subito verranno intraprese numerose iniziative tra le quali quella della Commissione Ecologia con Alberto Vidali promotore della riorganizzazione del servizio di verifica nelle aziende associate dei Rumori e delle Emissioni, la costituzione del Servizio di Trasporto Rifiuti Tossico Nocivi oltre alla sottoscrizione dei Protocolli d’Intesa con le ASSL bresciane ; della Commissione Finanziaria,costituita da Silvano Gozio ed Enrico Mattinzoli,attraverso la Formalizzazione delle Modalità di Scelta dei  Fornitori, nonché il  Sistema di Valorizzazione del Patrimonio,  oltre alla rivisitazione della tenuta del Bilancio attraverso l’approvazione di un Regolamento di Contabilità.

La Commissione Finanziaria supportata dalla saggia  mediazione di Lino Poisa si occuperà anche di ricomporre le relazioni  tra Associazione e Cooperativa Fidi caratterizzate, dopo il rinnovo delle cariche, da fredda formalità, vista la presenza all’interno del Confidi di gran parte degli ex Membri di Giunta dal Presidente G.Luigi Bordoli a Mario Ussoli,Giuseppe Nava e Rolando Livella.

Nonostante l’attivismo della prima ora, i rapporti all’interno della Giunta pur all’insegna della correttezza, saranno oggetto di divergenze con il Presidente Mario Albini , il quale esorterà più volte alla condivisione delle scelte richiamando i componenti di giunta ad una maggior collegialità circa l’autonomia delle singole commissioni. Nello specifico sul rapporto con i dipendenti e il rinnovo del contratto si aprirà una diatriba tra Mario Albini e la Commissione Personale guidata da Dario Veneziani e Giuseppe Losio, acceso anche il dibattito intorno alla autonoma attività della Commissione Rapporti Esterni e Stampa  di cui Lino Lumini era titolare.

Come se non bastasse, si aggiunga la conflittualità storica tra il Presidente della Consulta Giovani Eugenio Massetti e il Vice Presidente dell’Associazione Lino Lumini, inasprita dall’accusa di quest’ultimo circa la mancata rendicontazione delle spese del gruppo, all’organizzazione di Eventi nonché sull’inopportunità che il Presidente dei Giovani fornisse attraverso la sua tipografia il materiale della Consulta.

Una serie di fattori e accadimenti in cui il tono della discussione diverrà sempre più acceso portando il Presidente a disertare le sedute di giunta e segnando il preludio alle sue dimissioni,  consegnando di fatto al Vice Presidente Lino Lumini la guida dell’Associazione.

Mario Albini si dimetterà nel Settembre del 1992 dopo dodici anni di ininterrotta presidenza.

L’appuntamento per il rinnovo cariche della C.C.I.A.A. vedrà l’Associazione Artigiani, C.N.A., e, anche se dopo lungo indugio, l’Unione Artigiani, presentare al Prefetto la candidatura del Presidente dell’Unione Agricoltori Franco Bettoni alla Presidenza.

La condivisione di un candidato comune da parte delle tre sigle dell’Artigianato, verrà così verbalizzata nella seduta di Giunta: «è la prima volta che gli artigiani, in tanti anni, presentano una proposta di comune accordo e questo fa ben sperare, per future azioni comuni sul territorio».

Va ricordato che Presidente in carica della C.C.I.A.A. era il Democristiano Bruno Boni già Sindaco della città dal 1948 al 1975, Presidente della Provincia dal 1975 al 1985 successivamente nominato ai vertici dell’Ente Camerale. L’atteggiamento delle Organizzazioni di Categoria, di area Democristiana in particolare, quali l’Unione Artigiani, la Coldiretti e i Commercianti di Ascom pur  condividendo la necessità di  un ricambio alla guida della C.C.I.A.A. erano, al tempo stesso poco propensi a forzare gli eventi.

Franco Bettoni verrà nominato Presidente della C.C.I.A.A. di Brescia con Decreto del Ministro dell’Industria Giuseppe Guarino il 18 Novembre del 1992, e nonostante Associazione Artigiani con Lino Lumini e C.N.A. con Mimma Ferraboli reclamassero la rotazione nella nomina della Giunta Camerale, il rappresentante dell’Unione Artigiani insedierà ancora una volta il seggio spettante all’Artigianato.

Dopo tre anni di silenzio, il tema della rappresentanza nazionale sarà nuovamente oggetto di confronto nel Marzo del 1992 in occasione dell’Assemblea Nazionale delle Organizzazioni Artigiane aderenti alla C.L.A.A.I., con l’ennesimo intento di rilancio.

Verrà approvato un nuovo Statuto ed eletti i nuovi vertici in rappresentanza di quindici Regioni italiane. Il peso negli organismi di governo della Federazione verrà attribuito in funzione del numero degli Iscritti e delle relative quote versate da ogni Associazione. Questo punto in particolare sarà oggetto di scontro con le rappresentanze del Sud Italia che chiederanno, senza ottenerlo, uno sconto del cinquanta percento a parità di rappresentanza.

Anche questo ultimo tentativo di rilancio non porterà alcun risultato, e segnerà il preludio di un lento e costante declino della C.L.A.A.I.  nel sistema della Rappresentanza Nazionale dell’Artigianato.

Sempre nello stesso periodo verrà definitivamente chiusa l’esperienza dell’Interregionale C.L.A.A.I. partecipato delle Associazioni Lombarde aderenti alla Confederazione e nata nell’ottobre del 1989  per la cui costituzione l’ Associazione di Brescia aveva versato 50MLN di Lire.

Alle dimissioni di Mario Albini, seguiranno le dimissioni del Direttore Edoardo Gavazzi che tornerà dopo il periodo di preavviso in Regione. Si aprirà quindi all’interno della Giunta un lungo dibattito sulla elezione del Presidente e le modalità attraverso le quali indire le elezioni e al tempo stesso sulla scelta del nuovo Direttore.

Su iniziativa della Commissione Personale e dello stesso Vice Presidente, pur senza un mandato della Giunta, verrà contattato l’Assessore Regionale Mario Fappani già consulente dell’Associazione, circa la sua disponibilità ad affiancare Edoardo Gavazzi per gli ultimi due mesi dell’anno  1992. Va ricordato che Dario Veneziani membro della Commissione Personale era stato negli anni novanta Vice Sindaco di Nuvolera e componente della corrente della Democrazia Cristiana  alla quale  lo stesso Mario Fappani aderiva.

Dopo lunghi e a volte aspri dibattiti all’interno della Giunta, verrà formalizzata la candidatura alla Presidenza  da parte di Lino Lumini e Dario Veneziani.

Successivamente dopo la sollecitazione avanzata in particolare da Alberto Vidali e Silvano Gozio oltre che da Lino Poisa, dopo qualche  giorno presenterà la propria candidatura anche  Enrico Mattinzoli.

Successivamente vi sarà il ritiro del Vice Presidente Lino Lumini e, vista la volontà della Giunta di convergere su un unico candidato da presentare collegialmente al Consiglio Provinciale, verrà deciso di mettere la scelta ai voti. Dalla votazione a scrutinio segreto convergeranno sul nome di Enrico Mattinzoli 5 voti e su quello di Dario Veneziani 4 voti. Enrico Mattinzoli come concordato,distribuirà e illustrerà quindi il suo programma alla Giunta ma nonostante gli accordi e non condividendo la candidatura, Dario Veneziani dichiarerà di« reputarsi libero di agire in Consiglio».

Il Consiglio Provinciale per l’elezione del Presidente, verrà quindi convocato per il giorno 18 Dicembre del 1992, senza,come auspicato dalla Giunta,una proposta di candidatura unitaria.