STORIA DELL’ASSOCIAZIONE ARTIGIANI XI (E.Mattinzoli)

Dopo le dimissioni del Direttore Edoardo Gavazzi sarà chiamato ad affiancare lo stesso, negli ultimi due mesi di direzione, l’Assessore Regionale Mario Fappani.

Tre giorni prima delle elezioni del nuovo Presidente verrà convocata dal Vice Presidente Lumini una riunione di Giunta Urgente dove l’argomento all’Ordine del Giorno sarà quello della nomina del nuovo Direttore. In sostanza, la proposta avanzata da Lino Lumini, su specifica richiesta di Mario Fappani, sarà quella di deliberare l’incarico al nuovo Direttore dell’Associazione la sera stessa. Alla deliberazione si opporranno Alberto Vidali ed Enrico Mattinzoli in quanto a loro avviso sarebbe stato più opportuno rinviare la scelta della direzione dopo aver eletto il Presidente e sentito il parere del Consiglio Provinciale.

Mario Fappani verrà comunque nominato Direttore dell’Associazione visto che, come dirà Lino Lumini «solo una minoranza della Giunta è per un rinvio».

La sera del 18 Dicembre del 1992, presenti n° 63 Consiglieri Provinciali sotto la Presidenza del Vice Presidente Lino Lumini, si aprirà un lungo e partecipato dibattito.

Mario Albini ex presidente, si incaricherà di commemorare Paolo Baldo, uno degli storici fondatori e presidente, nonché grande protagonista della storia dell’Associazione Artigiani, morto la settimana prima all’età di 88 anni.

Il primo tema affrontato sarà quello delle dimissioni di Edoardo Gavazzi, al quale tutto il Consiglio Provinciale riconoscerà impegno e serietà nello svolgimento del suo incarico, e la nomina di Mario Fappani come nuovo Direttore, argomento quest’ultimo che occuperà gran parte dell’incontro.

Le tesi contrapposte all’interno del Consiglio Provinciale, chiamato a ratificare la nomina del nuovo Direttore, saranno le stesse discusse qualche giorno prima all’interno della Giunta, ovvero l’inopportunità di nominare il Direttore prima della nomina del Presidente, tesi suffragata da alcuni Consiglieri tra i quali l’ex Presidente Mario Albini, oltre che la ferma opposizione alla nomina di un politico alla direzione, argomento espresso tra gli altri da Luigi Ziletti, Giancarlo Bendinelli e Tonino Mantovani che richiamerà gli articoli di stampa apparsi in quelle settimane, riguardanti Mario Fappani nella sua qualità di Assessore Regionale.

La ratifica del deliberato della Giunta di affidare la direzione a Mario Fappani verrà comunque approvata, in palese contrasto con lo Statuto, per alzata di mano a maggioranza.

Essendo il dibattito protrattosi oltre le una del mattino, vi sarà il tentativo di rinviare la votazione, proposta alla quale si opporranno in particolare l’ex Presidente Mario Albini e il Presidente della Consulta Giovani Eugenio Massetti.

Verrà ritirata la candidatura di Dario Veneziani e presentate le candidature di Enrico Mattinzoli, Leandro Paderni e Renato Lozza.

Dallo scrutinio delle schede risulterà eletto Presidente Enrico Mattinzoli con n°46 voti e a seguire Leandro Paderni con n°10 voti e Renato Lozza con n°6 voti oltre a n° 4 schede bianche e n°1 scheda nulla.

Sulla scelta di affidare la direzione a Mario Fappani interverrà, all’indomani sul Giornale di Brescia con un durissimo comunicato, l’on. Giulio Arrighini, deputato della Lega Lombarda nonché socio dell’Associazione Artigiani, commentando così l’incarico:« l’ingerenza della DC in realtà associative di categoria si è estesa al punto da andare oltre la rappresentanza di partito fino a giungere alla rappresentanza di corrente, in una logica che a Brescia vede contrapporsi l’Unione Artigiani del  prandiniano Bonetti, all’Associazione Artigiani del martinazzoliano Fappani. Come se non bastasse la DC continua a dirottare uomini di partito, la cui carriera politica è stata interrotta o compromessa, a capo di associazioni di categoria … mettendo in discussione la già poco credibile vocazione riformistica proclamata da Martinazzoli, di cui l’ex assessore Fappani è solo l’ultimo degli amici ben sistemati»

Già dalle prime riunioni di Giunta verranno deliberate, in attuazione del Programma presentato al momento delle elezioni dal Presidente, una serie di attività che poco alla volta trasformeranno l’assetto organizzativo dell’Associazione ed in particolare i rapporti di Via Malta con Enti e Istituzioni Provinciali e Nazionali.

Nello specifico: l’approvazione del Regolamento di Contabilità e Fornitori, la ridefinizione dei rapporti con i Consulenti attraverso una specifica convenzione, la partecipazione nella Società A.Q.M. che garantirà agli associati l’accesso al Sistema Qualità UNI-EN a costi accessibili e nel cui Consiglio di Amministrazione entrerà a far parte Egidio Ramazzini. Sempre nel mese di gennaio del 1993  verrà cooptato in Giunta Esecutiva Bortolo Agliardi, che prenderà il posto di Enrico Mattinzoli nel Dicembre 2015.

L’introduzione della Minimun Tax, ovvero la definizione del reddito minimo presunto d’impresa e di lavoro autonomo sarà uno degli argomenti, oltre a quello dell’E.L.B.A., che impegneranno l’Associazione per gran parte del 1993.

Al fine di informare gli associati, verranno organizzate sul tema un’intensa serie di riunioni presso la sede di Brescia e in provincia: a Lumezzane, Vobarno, Carpenedolo, Padenghe sul Garda, Ghedi, Gussago, Leno, Calcinato, Palazzolo sull’Oglio, Travagliato, Gardone Val Trompia, Bedizzole, Breno, Castenedolo, Rovato, Tremosine, Sarezzo, in apertura delle quali il responsabile dell’Ufficio Fiscale Dino Comparini era solito esordire con la frase «la minimun tax non è una nuova tassa». Presente a tutte le riunioni, illustrando il tema del Credito, sarà il Segretario della Cooperativa Fidi Francesco Gabrielli. A testimonianza del profondo e radicato sentimento  associativo di quegli anni, va ricordato come al termine degli incontri, la Giunta venisse spesso ospitata per cena nelle abitazioni del Delegato Comunale.

Con l’obbiettivo di modificare la Norma «ingiusta e penalizzante» per le piccole Imprese, il Presidente Mattinzoli incontrerà prima presso il Ministero delle Finanze a Roma e successivamente presso Palazzo Loggia alla presenza del Sindaco Pietro Padula, il Ministro delle Finanze Giovanni Goria.

Il 18 Ottobre le quattro Rappresentanze Artigiane Nazionali organizzeranno a Milano una grande manifestazione alla quale parteciperanno oltre 100mila artigiani provenienti da tutta Italia, 6mila solo da Brescia, per chiedere al Governo di cancellare la Minimun Tax, un provvedimento introdotto dal Governo di Giuliano Amato che nel solo 1993 aveva causato la chiusura di oltre 90mila imprese. La delegazione dell’Associazione Artigiani sarà guidata da Alberto Vidali.

Dopo le pressanti proteste di tutto il comparto dell’Artigianato la Minimun Tax verrà definitivamente abolita nel 1994.

I rapporti con le Istituzioni diverranno con la nuova Presidenza una costante nella vita associativa di cui il Prefetto Antonio Di Giovine sarà uno dei protagonisti, interessandosi con grande impegno alla soluzione dei problemi delle Piccole Imprese e partecipando a tutte le Manifestazioni dell’Associazione. Il Presidente Enrico Mattinzoli costruirà con il Rappresentante del Governo un forte rapporto di amicizia che proseguirà anche quando al Prefetto verrà assegnata la responsabilità della Prefettura di Genova.

Un’altro degli impegni programmatici della nuova presidenza sarà quello della scelta dell’Organizzazione Nazionale a cui fare riferimento. Verrà inizialmente ricreato un ulteriore tentativo di rimanere nella C.L.A.A.I., ma dopo numerosi incontri, l’ultimo dei quali a Milano nell’ ottobre del 1993 tra il Segretario Generale Lanfredini e il Presidente dell’Associazione nell’ennesimo vano sforzo di rilancio dell’Organizzazione, si concluderà definitivamente un legame deliberato nel lontano Aprile del 1964.

Dopo il distacco dalla C.L.A.A.I., non senza qualche rimpianto per ciò che aveva rappresentato per l’Associazione Artigiani e per tutta la Categoria, in particolare negli anni sessanta e settanta, nonché la necessità di aderire ad una Confederazione appartenente al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro C.N.E.L., al fine di essere riconosciuta dagli Enti Locali, Previdenziali, del Lavoro nonché Camerali,  porterà Via Malta a collegarsi alla C.A.S.A. presieduta da Giacomo Basso.

La Festa di S. Giuseppe organizzata dagli Artigiani del Garda a Puegnago, con la partecipazione dei vertici dell’Artigianato Bresciano rappresentate dai Presidenti on. Andrea Bonetti per l’Unione Artigiani, Mimma Ferraboli per la C.N.A. ed Enrico Mattinzoli per l’Associazione, sarà l’occasione per  riprendere il tema dell’Unificazione delle Organizzazioni Artigiane a Brescia, che proseguirà con la convinta ricerca, per lo meno da parte di Via Malta, di collaborazione.

Sarà nel Maggio sempre del 1993 che di fatto, con la rescissione del contratto, terminerà la direzione di Mario Fappani, nata da una forzatura e non del tutto gradita sin dal suo insediamento da gran parte dei vertici associativi, in particolare dal Presidente e dal componente di Giunta Alberto Vidali. Contrari alla conclusione della collaborazione con Mario Fappani saranno ovviamente coloro che lo avevano proposto alla direzione: Lino Lumini, Dario Veneziani e Giuseppe Losio.

Nella Giunta di Maggio verrà deciso quindi di incontrare il giorno successivo Mario Fappani informandolo della decisione. La mattina del 1° Giugno nessuno si presenterà all’incontro con l’ormai ex Direttore e toccherà al solo Presidente, in un acceso quanto infuocato incontro, comunicare la decisione. Testimone involontario delle grida scaturite dal confronto sarà Paolo Carrera che nella stanza a fianco assisterà all’ultimo atto della direzione  di Mario Fappani.

Numerose le iniziative messe in atto in quell’anno, spesso conseguenti a «scelte scellerate » come  il Provvedimento di Cassa Integrazione e Prepensionamento ai dipendenti dei Partiti Politici che verrà contestata dalla sola Associazione Artigiani, «con il totale immobilismo di U.P.A. e C.N.A.», nonché l’adesione “forzata” all’E.L.B.A che vedrà Via Malta impegnata in una intensa attività di contrasto al provvedimento anche attraverso l’affissione in tutta la provincia di manifesti di protesta oltre a specifici incontri con il Vice Presidente della Camera on. Ciso Gitti e l’on. Giacomo Rosini della D.C., con l’on Aldo Rebecchi del P.D.S., con l’on. Guido Alberini del P.S.I. e con gli on.li Vito Gnutti e Giulio Arrighini e il sen. Luigi Roscia della Lega Lombarda.

Ferma presa di posizione sarà messa in atto contro la scelta di alcune Amministrazioni Comunali di assegnare ai figli dei lavoratori autonomi la fascia più alta della retta delle Scuole Materne. «Vorremmo sapere – dirà Enrico Mattinzoli – in base a quali criteri avviene una simile discriminazione e se quale Norma, che ci è sfuggita, disponga simili trattamenti che, secondo noi, vanno contro l’uguaglianza dei cittadini» Il fermo dissenso dell’Associazione, verrà ripreso anche dai quotidiani nazionali, e sarà oggetto di delibere di rettifica in molti Comuni bresciani che adotteranno da quel momento  l’assegnazione delle fasce in funzione della sola Denuncia dei Redditi.

E ancora il tema dei ritardi nei rimborsi IVA a Brescia per oltre 600MLD di Lire, che costringevano le imprese ad attendere oltre 3 anni l’accredito, porterà nel Settembre del 1993, una delegazione bresciana presso il Ministero delle Finanze a Roma. L’incontro al quale saranno presenti il Presidente della Camera di Commercio Francesco Bettoni i membri dell’Osservatorio Fiscale dell’Ente Camerale: Giuseppe Barbiero Intendente di Finanza, Eugenio Bodini e Salvatore Derasmo rispettivamente Presidente e Direttore A.I.B., Gino Savelli Presidente A.P.I., Piergiorgio Piccioli Presidente Confesercenti, Angelo Coen Presidente dell’Ordine dei Commercialisti ed Enrico Mattinzoli Presidente Associazione Artigiani, sancirà la definitiva risoluzione dell’ «intollerabile ritardo».

Verranno sempre in quell’anno inaugurate le nuove Sedi Periferiche dell’Associazione a Lumezzane e Vobarno dove Gabriele Carrera sperimenterà per la prima volta e con successo la raccolta dati presso gli uffici della provincia attraverso personal computer portatili.

 

LA VICENDA E.L.B.A.

A seguito di accordi sottoscritti nel 1988 dalle Organizzazioni Nazionali dell’Artigianato e i Sindacati dei Lavoratori Dipendenti, a tutte le Imprese Artigiane per ogni dipendente occupato veniva imposto il versamento annuale di  Lire 80mila  al Fondo di Solidarietà e Sostegno al Reddito E.L.B.A. e  di Lire 9mila per il Sindacato di Bacino.

Nel 1993 a fronte dell’impegno concordato a livello nazionale, le Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori Dipendenti e le Rappresentanze Artigiane avrebbero dovuto ratificare tale accordo, sottoscrivendolo a livello provinciale.

Al primo incontro tecnico con Sindacati e Organizzazioni di Categoria Artigiane, il Responsabile Sindacale dell’Associazione Artigiani Pilade Martinetti confermava a fronte dell’obbligatorietà del versamento per le Aziende Artigiane con dipendenti, la disponibilità di Via Malta alla firma.

Nella successiva riunione del 22 Novembre convocata presso l’Ente Economico Bresciano per la firma dell’accordo, dopo una seria e meditata riflessione e nella consapevolezza che non vi fossero per le Imprese Artigiane benefici tali da giustificare la sottoscrizione dell’Intesa, Enrico Mattinzoli presentandosi all’incontro accompagnato da Paolo Carrera, comunicherà ai colleghi Andrea Bonetti U.P.A.e Mimma Ferraboli C.N.A. oltre che ai rappresentanti sindacali Dino Greco CIGL, Diego Peli CISL e Angelo Zanelli UIL il suo rifiuto a sottoscrivere l’Accordo Provinciale dell’E.L.B.A.

Successivamente, nella consapevolezza del rischio di vedere annullati i benefici della Fiscalizzazione degli Oneri Sociali, dei Contributi derivanti da Norme Regionali e la stipula dei Contratti di Formazione, ma al tempo stesso al fine di tutelare gli associati dalle eventuali conseguenze di tale determinazione, verrà deciso di effettuare il versamento della sola annualità 1993 non dando corso ad altri versamenti per gli anni antecedenti e al tempo stesso trovare soluzioni idonee per contrastare l’illegittima richiesta di versamento, in un contesto di assoluta solitudine ed ostruzionismo attuato, all’indomani del rifiuto alla sottoscrizione dell’accordo, da parte delle altre Organizzazioni Artigiane e dalle Organizzazioni Sindacali.

La presa di posizione dell’Associazione Artigiani di cui si occuperà anche la stampa nazionale troverà il forte sostegno della base artigiana, oltre all’appoggio ufficiale delle Organizzazioni Artigiane Lombarde non aderenti a C.N.A. e Confartigianato portando ad una astensione del pagamento del contributo E.L.B.A. di quasi il 70% delle Aziende Artigiane della Lombardia obbligate al versamento.  

Il 1993 si chiuderà, dopo 6 mesi di assenze ingiustificate con la decadenza, proposta dal Presidente ed approvata dal Consiglio Provinciale, di Dario Veneziani da membro di Giunta. Al suo posto verrà cooptato Albino Garzoni Presidente della Categoria Alimentaristi nonché attivo componente del Consorzio Pasticceri Bresciani.

Il Gruppo Giovani vedrà con il rinnovo cariche, l’elezione di Paola Tognoli che darà un nuovo impulso alla rappresentanza sostituendo Eugenio Massetti che lascerà l’Associazione per aderire  all’U.P.A. dove anni dopo ne diverrà Presidente.

Nel Settembre del 1993 verrà presentato alla Regione Lombardia il Progetto di Legge contro il Fenomeno dell’Abusivismo dell’Impresa Artigiana che, nonostante l’impegno e la continua sollecitazione dell’Associazione per la sua approvazione, resterà “chiuso in custodia” nei cassetti della burocrazia regionale.

Forte anche l’azione esercitata sul territorio contro la presenza di abusivi nella provincia che porterà, su segnalazione dell’Associazione, al sequestro delle attrezzature e alla denuncia degli “illegali” agli Enti Previdenziali e Fiscali nei Comuni di Mazzano, Palazzolo e Desenzano del Garda.

Sempre nello stesso anno verrà denunciato il sistema di prelievo alle imprese tramite bollettino Inps e Inail attuato da alcune Organizzazioni di Categoria. La denuncia dell’Associazione condurrà alla cancellazione dell’ingiusta riscossione a livello nazionale di oltre 300mila tessere riconosciute dall’Ente Previdenziale irregolari. A questo proposito vale la pena di ricordare che l’Associazione Artigiani non ha mai richiesto ai propri associati, oltre al versamento volontario della Tessera Associativa, il pagamento aggiuntivo tramite Inps di quote associative, rinunciando così dal 1992 al 2017 a incamerare dai propri iscritti oltre 25MLN di Euro!