STORIA DELL’ASSOCIAZIONE ARTIGIANI XIV (E.Mattinzoli)

LA SECONDA META’ DEGLI ANNI NOVANTA
Nel Novembre del 1995, alle elezioni per il rinnovo delle cariche nelle quali tutti i componenti della Giunta verranno riconfermati, Alberto Vidali assumerà la Vice Presidenza e nelle stesse votazioni saranno eletti per la prima volta nel Collegio dei Revisori Luigi Zanoletti, Alberto Allegri e Chiaristella Tartaro.
Con l’insediamento dei vertici, il Presidente decreterà definitivamente chiusa l’esperienza delle Commissioni rivelatesi più che metodo di approfondimento preliminare degli argomenti, oggetto sempre più spesso di attriti tra i vari membri di Giunta.
Eliminate definitivamente le commissioni, il Vice Presidente Alberto Vidali si occuperà di seguire molteplici attività: la Scuola Bottega, alla quale dedicherà entusiasmo e paziente impegno anche nel convincere ogni anno i colleghi di Giunta a sostenere economicamente buona parte del bilancio di Via Calatafimi, l’organizzazione del nascente Ufficio Ambiente e i relativi adempimenti alla Legge 626 sulla rilevazione dei rischi sui luoghi di lavoro, la medicina del lavoro, le convenzioni per il ritiro di piccole quantità di rifiuti nonché la sottoscrizione di un accordo con l’I.T.I.S. di Brescia del Servizio Prove e Analisi del Controllo Qualità.
Recuperati i rapporti con le Rappresentanze dei Lavoratori Dipendenti, in particolare con il Segretario C.G.I.L. Dino Greco, con il quale lo scontro per la vicenda E.L.B.A. si era rivelato durissimo, verrà siglato con le Organizzazioni Sindacali e Artigiane un Protocollo d’Intesa per l’Istituzione del Rappresentante Territoriale dei Lavoratori per la Sicurezza Aziendale, evitando così, come disposto dalla Norma 626 per le Imprese con meno di 15 dipendenti, l’elezione da parte dei lavoratori di un rappresentante aziendale all’interno di ogni impresa.
Nel Febbraio del 1996 la Lega Lombarda chiederà a Enrico Mattinzoli la disponibilità a candidarsi alla Camera dei Deputati. Il Presidente, dopo un confronto con i colleghi di Giunta e i vertici associativi che avevano rinnovato da pochi mesi il suo mandato, deciderà di non accettare.
Nei primi mesi del 1996 verrà messa in atto un’azione di protesta da parte degli operatori economici sull’insostenibilità del traffico della strada Valtrompia e sull’urgenza di individuare un nuovo e più efficiente percorso. Verrà ripresa con sempre più insistenza la necessità di realizzare un’Autostrada, progetto di cui si era iniziato a dibattere sin dai primi anni Settanta e che oggi, agli inizi del 2018 parrebbe essere finalmente, anche se fuori tempo massimo, nella fase d’inizio lavori.
Il culmine della protesta avrà inizio dopo la decisione dell’ANAS di portare da quattro a due le corsie presenti sulla strada della Valtrompia rallentandone ancora di più la già febbrile percorribilità. Dopo la dura presa di posizione dei Consiglieri Regionali e Provinciali, Sindaci Valgobbini, Parlamentari Bresciani e Associazione Artigiani, l’ANAS dovrà arrendersi cancellando le famigerate strisce e ripristinando la vecchia viabilità a quattro corsie.
Già dalle prime manifestazioni, come la Stra (da) Valtrompia organizzate al fine di sollecitare la soluzione al problema della viabilità, l’Associazione Artigiani sarà in prima fila insieme al Sindaco di Lumezzane Bugatti, all’on. Alessandro Cè e al Presidente della Comunità Montana Carlo Sabatti.
Analoghe iniziative di protesta e confronto verranno messe in atto nell’autunno del 1997 riguardo la viabilità della Valle Camonica per le restrizioni al traffico dei mezzi pesanti adottate sempre dall’ANAS sui tratti di Edolo-Aprica. Dopo l’iniziativa dell’Associazione e la mediazione del Prefetto Alberto De Muro, nonché l’incontro con i responsabili della Viabilità della provincia di Sondrio, l’ordinanza verrà ritirata.
Nel 1996 verranno avanzate dall’Associazione numerose Proposte di Legge in campo fiscale come lo Sconto Fiscale sugli Investimenti, l’utilizzo di un Modello Unico per le Dichiarazioni Annuali ai fini delle Imposte Dirette e dell’Iva, l’individuazione di un’Unica Scadenza mensile per Versamenti delle Imposte Dirette, Iva, Contributi Previdenziali e Assistenziali, l’innalzamento dell’età massima per l’apprendistato da 20 a 32 anni sganciando la qualifica da un eventuale titolo di studio che come dichiarerà il Presidente dell’Associazione «meglio apprendista che disoccupato», così come i contratti di formazione lavoro.
Tra le altre anche una Proposta rivolta alle C.C.I.A.A. per la costituzione di uno Sportello per le Mini-liti al fine di alleggerire il contenzioso dell’arbitrato nelle vertenze sorte tra imprese e consumatori.
Verrà inoltre presentata al Sottosegretario all’Industria Commercio e Artigianato sen. Umberto Carpi di Rifondazione Comunista e al senatore bresciano Alessandro Pardini dell’Ulivo una proposta di Legge per fronteggiare la Crisi del Settore Calzaturiero che nella sola provincia di Brescia vedeva la presenza di oltre 600 imprese artigiane nella quasi totalità contoterziste con 2.500 lavoratori occupati.
La proposta elaborata dall’Associazione prevedeva il divieto di apporre il marchio “Made in Italy” a quei prodotti che non fossero interamente prodotti in Italia, abolendo contestualmente i contributi e facilitazioni a quelle imprese che operassero il decentramento produttivo di fasi di lavorazione fuori dagli Stati Membri dell’Unione.
Tante delle proposte normative avanzate dall’Associazione, verranno recepite dal Parlamento e convertite in Legge anche negli anni successivi.
In campo Confederale l’Associazione sarà impegnata a rafforzare il ruolo di C.A.S.A. Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani in ambito regionale, impegnando in prima persona le qualità organizzative di Paolo Gerardini al quale verrà delegata la Vice Segreteria Regionale diretta da Gianantonio Negri di Lodi.
Nel Settembre del 1996 l’Associazione Artigiani chiuderà la vicenda avviata quattro anni prima relativa al corso di Formazione per Modellatori Meccanici del Legno e Resina. Il Corso che aveva visto una numerosa partecipazione, aveva conseguito un avanzo di gestione di 29MLN di Lire che l’Associazione aveva deciso di restituire alla Regione, ma che quest’ultima non avendo mai in passato, e crediamo mai nella sua storia, affrontato una situazione del genere, aveva tardato a definire.
Contro la Legge Finanziaria varata dal Governo Prodi che prevedeva il taglio di 150MLD di Lire dei fondi destinati all’Artigiancassa e l’azzeramento dei contributi a favore dei Consorzi Fidi Artigiani oltre alla riduzione della fiscalizzazione degli oneri dello 0,60%, il 23 novembre l’Associazione organizzerà a Lumezzane la Prima (e a tutt’oggi unica) Manifestazione degli Artigiani Bresciani dal dopo guerra, alla quale parteciperanno oltre ad un folto gruppo di artigiani provenienti da tutta la provincia, le delegazioni delle Associazioni consorelle di Lodi, Voghera, Milano, Crema, Varese e Piacenza. Assenti U.P.A. e C.N.A. che respingendo l’invito a partecipare, cercheranno, in particolare l’Unione Artigiani la cui roccaforte era proprio Lumezzane, di boicottare la manifestazione.
Interverranno dal palco Paolo Carrera, Claudio Zanchigiani Delegato di Zona e il Presidente dell’Associazione che nel suo intervento ricorderà che «siamo scesi in piazza nonostante qualcuno (alludendo al Presidente dell’Unione Andrea Bonetti) ci avesse consigliato di far finta di niente. E’ proprio per colpa dei tanti e dei troppi come questo qualcuno se la nostra categoria non ha fatto passi avanti nella risoluzione dei suoi molteplici problemi».
Nel corso del 1996 saranno 28 le riunioni organizzate dall’Associazione in provincia alle quali parteciperà la Giunta al completo con un’affluenza di oltre 3.600 associati.
Inizierà con la prima edizione del 1996 una lunga serie di partecipazioni a Milano dell’Artigianato in Fiera, manifestazione che va ricordato, era stata sollecitata dall’Associazione Artigiani di Brescia all’on. Roberto Formigoni durante la celebrazione del 50° di Fondazione come «la necessità di organizzare una fiera dedicata alle produzioni artigiane».
Sarà anche l’anno del ventennale dell’Associazione Tipografi A.T.A.B. affiliata sin dalla sua costituzione all’Associazione e che per l’occasione organizzerà un Convegno presso l’Abazia Olivetana di Rodengo Saiano al quale interverranno il Presidente Lino Lumini, il Presidente della Provincia Andrea Lepidi, S.E. il Vescovo Ausiliario Vigilio Olmi, Lino Poisa e il Presidente dell’Associazione.
A fine anno la Franchi Armi passerà alla Beretta spa che la acquisterà all’asta per 16,7 MLD di Lire. Il Presidente dell’Associazione definirà con l’avv. Angelo Rampinelli Presidente della Franchi nonché Vice Presidente della Beretta e con la mediazione del Vice Presidente della Provincia Aldo Rebecchi il definitivo pagamento del 100% delle spettanze dei creditori rappresentati dall’Associazione.
Per contrastare il Piano Traffico varato dal Comune di Brescia, verranno raccolte dal Gennaio all’Aprile del 1997 nei banchetti del Centro storico 11.511 firme per la richiesta di ammissione dei tre Referendum contro la chiusura del Centro Storico a Brescia, a favore del libero utilizzo a pagamento dei Parcheggi Sotterranei di Piazza Vittoria e Piazza Mercato e la libera circolazione dalle 18,00 alle 01,30 sino a quando non sarebbero stati realizzati nuovi parcheggi.
I Referendum verranno promossi dall’Associazione Artigiani, Confesercenti e l’Associazione Essere Mercante in Centro, al fine di tutelare gli interessi della Categoria che vedeva presenti oltre 750 attività Artigianali insediate nel Centro Storico. Oltre alla promozione dei quesiti referendari verrà presentato un ricorso al TAR della Lombardia per l’annullamento della Delibera Comunale per la mancanza di una preventiva approvazione del Piano Urbano del Traffico.
In forma di protesta verranno raccolte davanti a Palazzo Loggia e successivamente consegnate alla Giunta Martinazzoli le chiavi degli esercizi commerciali e delle attività artigianali sulle quali apparirà la frase «chiave della nostra attività vittima della sciagurata attuazione del Piano Paccani (allora Assessore al Traffico) nel Centro Storico».
Sempre nel mese di Gennaio del 1997 presso l’Officina di Egidio Ramazzini a Nave verrà effettuato un collegamento della trasmissione Pinocchio in onda su RAI 1 e condotta da Gad Lerner sul tema delle Pensioni nella quale il conduttore cercherà di demonizzare la Categoria Artigiana. Pur limitando faziosamente lo spazio riservato all’intervento, il Presidente dell’Associazione Enrico Mattinzoli contesterà le tesi del conduttore Rai denunciando le false Pensioni di Invalidità, i provvedimenti del Governo su Prepensionamenti per i lavori usuranti che escludeva i lavoratori autonomi nonostante la Gestione Previdenziale Artigiana fosse in attivo di oltre 11mila MLD di Lire.
In occasione della trasmissione, il Maestro Giuseppe Bonometti forgerà una scultura di Pinocchio che avrebbe dovuto essere destinata a Gad Lerner, ma visto il comportamento del conduttore tutto incentrato a denigrare gli Artigiani, resterà, dove è tutt’oggi collocata, presso la sala Giunta dell’Associazione.
Nell’Aprile del 1997 la squadra italiana di Pasticceria allenata da Iginio Massari conquisterà a Lione per la prima volta la Coppa del Mondo di Pasticceria e sempre nello stesso mese il Maestro Massari inaugurerà a S. Eufemia il Centro Arte Scienza e Tecnologia dell’Alimento C.A.S.T. Alimenti che negli anni formerà migliaia di Cuochi, Pasticceri e Panificatori provenienti da tutta Italia e dall’Estero.
Saranno tante negli anni le iniziative del Consorzio Pasticceri Bresciani dell’Associazione che presieduto da Gianfranco Tacconi parteciperà con grande successo alla Rassegna per l’Alimentazione Aliment presso il Centro Fiera di Montichiari al fine di divulgare la qualità dei prodotti di pasticceria.
Nel I° Governo Prodi i provvedimenti di Politica Economica verranno fortemente influenzati da Rifondazione Comunista che, come si ricorderà, garantiva l’appoggio esterno all’Esecutivo, e che porteranno il Presidente dell’Associazione a scrivere un’articolata missiva che verrà ripresa anche dai quotidiani nazionali all’on. Fausto Bertinotti lamentando tra l’altro che «le ricette che Lei propone sono già state sperimentate nei Paesi dell’Est Europa con le conseguenze che tutti conosciamo: deindustrializzazione e miseria. Non è più quindi il tempo della lotta di classe, ma di guardare al futuro vedendo cosa sia meglio per il Paese e per le fasce più deboli della società, tenendo presente che il lavoro non si crea con i proclami” lavorare meno lavorare tutti” ma investendo e arrestando con fermezza sprechi, inefficienze, privilegi e assistenzialismo politico»
Sono gli anni in cui si inizia a parlare concretamente dell’opportunità di costruire un nuovo Polo Fieristico, progetto per il quale già dai primi approfondimenti l’Associazione chiederà «un’attenta valutazione dei costi di realizzazione, delle modalità e previsioni economiche di gestione nonché della possibilità di coordinamento con l’esistente struttura di Montichiari».
Nel Giugno del 1997, a oltre quattro anni dalla prima indagine effettuata sulla disponibilità di immobili nel mercato della Città, dove erano state analizzate decine di possibili soluzioni immobiliari e dopo approfondimenti, interminabili discussioni e confronti non sempre costruttivi, quasi a ripercorrere le stesse vicissitudini che avevano caratterizzato i vertici associativi degli anni ottanta, verrà definitivamente individuato e quindi deliberato dalla Giunta con un solo voto contrario l’acquisto della nuova Sede in Via Cefalonia.
Su proposta di Enrico Mattinzoli e in un percorso anch’esso non facile, verrà coinvolta nell’acquisto la Cooperativa Fidi nata nel 1974 e che sin dalla sua costituzione aveva svolto la propria attività presso i locali dell’Associazione e che dopo l’acquisizione della nuova sede troverà autonoma collocazione.
Nell’Assemblea Straordinaria dei Soci appositamente convocata, la decisione della Giunta verrà ratificata all’unanimità e quindi costituita un’apposita Società denominata Artimmobiliare S.r.l. detenuta al 98% dall’Associazione e per il restante 2% dalla Cooperativa Fidi.
Sempre il 1997 segnerà un passo avanti sul tema dei termini di pagamento con l’approvazione al Senato del disegno di legge presentato dall’Associazione Artigiani tramite il sen. Massimo Wilde della Lega Nord, che regolava i contratti di Sub fornitura. La nuova norma stabiliva che i pagamenti dei sub fornitori non dovessero superare i 60gg. Nonostante l’intervento dei lobbysti che sarebbero intervenuti a favore dell’Industria allo scopo di ritardare l’approvazione del DDL, voteranno a favore del provvedimento l’Ulivo, Alleanza Nazionale, e C.D.U. contrari Forza Italia e C.C.D. La Legge verrà definitivamente approvata dal Parlamento e sarà operativa dopo la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale dall’ottobre del 1998.
L’attività associativa del 1997 si chiude la mattina della vigilia di Natale con l’attestazione di solidarietà da parte dell’Associazione agli allevatori dei COBAS che da settimane protestavano per la restituzione dei soldi loro dovuti a seguito delle multe sulle quote latte. Il Presidente accompagnato da Albino Garzoni, Leonardo Gatti, Luigi Marchini, Egidio Ramazzini e Francesco Gabrielli consegneranno nel presidio di Ciliverghe al rappresentante degli allevatori Sergio Agoni i cesti natalizi offerti dal Consorzio Pasticceri.